La categorizzazione NIS2: un adempimento o un'opportunità strategica?
La scadenza per la comunicazione delle informazioni prevista dal NIS2 è passata. Molte organizzazioni hanno completato il documento, elencato le attività, attribuito le categorie e trasmesso le informazioni alle autorità competenti. Tuttavia, il vero lavoro inizia ora.
Il rischio di considerare la categorizzazione un adempimento formale
In molte organizzazioni circola la sensazione rassicurante del lavoro concluso: spuntata la casella, il fascicolo è a posto. È esattamente in questa sensazione che si nasconde il rischio più grande. Considerare la categorizzazione una pratica chiusa significa:
- Ridurre un'attività potenzialmente strategica a un adempimento amministrativo;
- Avere costruito, con fatica, una rappresentazione delle funzioni dell'organizzazione e della loro rilevanza, per poi lasciarla invecchiare in una cartella senza che quella conoscenza migliori di un millimetro il sistema di sicurezza.
Due strade possibili
Dopo la comunicazione delle informazioni, ogni organizzazione si trova davanti a un bivio:
1. La strada della conservazione
Conservare la categorizzazione come documento autonomo, distinto dalle valutazioni interne. Questa soluzione, seppur semplice, è la più debole perché produce due rappresentazioni parallele della stessa organizzazione: ciò che si è comunicato all'Autorità e ciò che l'organizzazione utilizza realmente per valutare i rischi e decidere come proteggersi.
2. La strada dell'integrazione
Usare la categorizzazione come elemento del sistema di gestione. Questa strada richiede un lavoro iniziale ma restituisce un vantaggio che vale l'investimento perché riduce la distanza tra ciò che l'organizzazione dichiara e ciò che l'organizzazione fa.
Integrare significa creare relazioni. Ogni attività o servizio deve poter essere collegato ai processi, alle informazioni, agli asset, alle persone, ai fornitori, agli eventi, alle misure adottate, ai rischi residui e alle decisioni assunte.
Che cosa può ottenere chi imbocca la seconda strada?
Una categorizzazione utilizzata bene migliora una quantità sorprendente di decisioni perché:
- Aiuta a stabilire quali attività richiedono maggiore attenzione e a indirizzare l'aggiornamento dell'analisi dei rischi;
- Fa emergere servizi critici che il sistema interno non rappresentava adeguatamente;
- Orienta le prove di continuità operativa, la frequenza dei controlli, gli investimenti, la qualità delle informazioni destinate al vertice.
Il risultato più prezioso riguarda il governo delle priorità. Nessuna organizzazione dispone di risorse illimitate: occorre decidere dove intervenire prima, e una rappresentazione chiara della rilevanza delle attività protegge da due errori speculari.
Che cosa non è la categorizzazione
Il punto delicato è capire che cosa la categorizzazione non è. Non è un'analisi dei rischi. La categoria di rilevanza descrive la gravità potenziale della compromissione ma non considera la probabilità degli eventi, le vulnerabilità presenti, l'efficacia delle misure già adottate, il rischio residuo.
Le due valutazioni devono dialogare; non devono necessariamente produrre lo stesso numero. Confondere la categoria di rilevanza con il livello di rischio interno genera corrispondenze artificiali e può compromettere la coerenza dell'intero sistema.
Il modello per l'elencazione, la caratterizzazione e la categorizzazione
La Determinazione ACN n. 155238 del 20 aprile 2026 ha definito il modello per l'elencazione, la caratterizzazione e la categorizzazione delle attività e dei servizi dei soggetti NIS: dieci macro-aree entro cui organizzare ciò che l'organizzazione fa, e quattro categorie di rilevanza – impatto minimo, basso, medio, alto – con cui qualificarlo.
La categoria esprime l'impatto che la compromissione di un'attività o di un servizio potrebbe produrre sulla capacità del soggetto di svolgere le proprie funzioni o di continuare a erogare i propri servizi.
Il valore del lavoro svolto non dipenderà dalla qualità formale di ciò che è stato trasmesso. Dipenderà dall'uso che ogni organizzazione deciderà di farne. La risposta alle domande sul futuro della categorizzazione distinguerà le organizzazioni che hanno adempiuto da quelle che hanno compreso.
Risposte alle domande sul futuro della categorizzazione
Le organizzazioni che hanno compreso il valore strategico della categorizzazione dovranno affrontare alcune domande fondamentali per trasformare questo adempimento in un vantaggio competitivo.
Come integrare la categorizzazione nel ciclo di gestione del rischio?
Integrare la categorizzazione nel ciclo di gestione del rischio richiede un approccio sistematico. Le organizzazioni dovrebbero:
- Mappare le attività e i servizi categorizzati con i processi aziendali esistenti
- Allineare le categorie di rilevanza con gli scenari di rischio identificati
- Utilizzare la categorizzazione come input per le analisi di rischio periodiche
- Monitorare continuamente l'allineamento tra la categorizzazione e l'evoluzione del contesto operativo
Come utilizzare la categorizzazione per ottimizzare le risorse?
La categorizzazione fornisce un quadro chiaro della rilevanza delle diverse attività aziendali, permettendo alle organizzazioni di:
- Pianificare gli investimenti in sicurezza in base all'impatto potenziale
- Priorizzare gli audit e le valutazioni di sicurezza
- Ottimizzare le risorse di sicurezza disponibili
- Allineare le strategie di continuità operativa con le attività più critiche
Il contesto normativo e le sfide future
L'evoluzione del quadro normativo
Il panorama normativo è in continua evoluzione e le organizzazioni devono essere pronte ad adattarsi. La categorizzazione NIS2 rappresenta solo un punto di partenza:
- Nuove normative potrebbero richiedere ulteriori categorizzazioni
- Gli standard di settore stanno evolvendo per includere requisiti più stringenti
- Le autorità di regolamentazione stanno incrementando la sorveglianza
Le sfide tecnologiche
L'integrazione della categorizzazione con i sistemi aziendali esistenti presenta diverse sfide tecnologiche:
- Interoperabilità con i sistemi di gestione del rischio esistenti
- Automazione dei processi di categorizzazione e aggiornamento
- Integrazione con i sistemi di monitoraggio della sicurezza
- Utilizzo di intelligenza artificiale per l'analisi predittiva
Casi di studio e best practice
Esempi di successo
Diverse organizzazioni hanno già iniziato a sfruttare la categorizzazione per migliorare la loro postura di sicurezza:
- Un operatore energetico ha utilizzato la categorizzazione per riorganizzare il suo programma di continuità operativa
- Un ente pubblico ha allineato la categorizzazione con il suo quadro di governance del rischio
- Un'azienda manifatturiera ha utilizzato la categorizzazione per ottimizzare gli investimenti in sicurezza fisica
Lezioni apprese
Dalle prime implementazioni emergono alcune lezioni chiave:
- L'importanza di una visione olistica della sicurezza
- Il valore di un approccio collaborativo tra diverse funzioni aziendali
- La necessità di un continuo aggiornamento delle categorizzazioni
- L'importanza di una comunicazione efficace con il vertice aziendale
Prospettive future
L'orizzonte temporale
Le organizzazioni devono considerare la categorizzazione come un processo continuo, non un adempimento una tantum. Le prospettive future includono:
- L'adattamento a nuove minacce e vulnerabilità
- L'evoluzione delle tecnologie di sicurezza
- L'allineamento con le strategie aziendali a lungo termine
Il ruolo della formazione
La formazione continua è essenziale per garantire che il personale comprenda appieno l'importanza della categorizzazione e sappia utilizzarla efficacemente. Le organizzazioni dovrebbero:
- Sviluppare programmi di formazione specifici
- Promuovere la consapevolezza del rischio a tutti i livelli
- Fornire aggiornamenti regolari sulle best practice
- Incoraggiare la condivisione delle conoscenze tra i team
La categorizzazione NIS2 rappresenta un'opportunità unica per le organizzazioni di migliorare la loro postura di sicurezza. Quelli che la vedono semplicemente come un adempimento normativo perderanno l'occasione di trarre vantaggio da questo strumento potente. Al contrario, le organizzazioni che integrano la categorizzazione nei loro processi decisionali strategici saranno meglio preparate ad affrontare le sfide di sicurezza del futuro.
Il valore della categorizzazione non risiede nel documento trasmesso, ma nell'uso strategico che se ne fa. Le organizzazioni che comprendono questo principio saranno quelle che trarranno il massimo beneficio da questo esercizio.
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