La National Security Science and Technology Strategy (Nssts) degli USA ridefinisce il ruolo della NATO e sfida l'Europa
Gli Stati Uniti hanno compiuto un passo decisivo nella loro strategia geopolitica con la pubblicazione della National Security Science and Technology Strategy (Nssts), un documento che ridefinisce il ruolo della NATO e presenta sfide significative per l'Europa, inclusa l'Italia. Questo cambiamento, innescato da anni di tensioni commerciali e geopolitiche, segna un'evoluzione dal tradizionale modello militare a un approccio integrato che combina sicurezza nazionale, politica industriale e competitività tecnologica.
Un cambiamento di paradigma
La Nssts rappresenta la culminazione di un processo iniziato con le guerre dei dazi dell'amministrazione Trump e continuato con le politiche di sussidi e controlli all'export dell'amministrazione Biden. Ora, nel contesto della sicurezza nazionale, gli USA hanno formalizzato l'adozione di un modello dirigista per l'industria, che si traduce in una strategia organica che collega scienza, tecnologia e dominio geopolitico.
"La sicurezza nazionale sta diventando una leva di politica industriale e tecnologica", afferma Pierluigi Paganini, analista di cyber security e CEO di Cybhorus. "Il punto decisivo, però, è come verranno spesi questi soldi". Sandro Sana, Ethical Hacker e membro del Comitato Scientifico Cyber 4.0, sottolinea che "la sicurezza nazionale non si difende con le dichiarazioni: si costruisce con tecnologia, industria e capacità produttiva. Gli Stati Uniti lo hanno capito. L’Europa molto meno".
I quattro pilastri della Nssts
La strategia si basa su quattro pilastri fondamentali: focalizzazione, resilienza, agilità e protezione. Questi pilastri ruotano attorno a 14 tecnologie critiche ed emergenti (Cet), tra cui semiconduttori, calcolo quantistico, biotecnologia, energia nucleare e intelligenza artificiale. Su queste aree, gli USA stanno concentrando finanziamenti federali, deroghe regolatorie e strumenti di tutela contro furto e manipolazione tecnologica.
La trasformazione della NATO
Un aspetto cruciale del documento è il ruolo attribuito agli alleati. La NATO e le alleanze tradizionali sono chiamate a compiere un salto di qualità, evolvendo da partnership militari a un blocco economico-tecnologico coordinato. Questo richiede l'allineamento delle supply chain produttive, l'introduzione di controlli all'export, politiche di investimento coordinate e la definizione delle priorità della ricerca accademica.
"La NATO stessa sottolinea che aumentare i budget non basta: serve una base industriale capace di produrre rapidamente ciò che occorre", afferma Paganini. La guerra in Ucraina e lo stallo americano nello Stretto di Hormuz sono esempi concreti di questa necessità.
Le quattro direttrici della strategia USA
La Nssts, incrociata con gli strumenti già operativi, si orienta secondo quattro direttrici principali:
- Allineamento sui controlli all'esportazione: Gli USA chiedono agli alleati di adottare norme e standard internazionali più stringenti per evitare che la governance globale delle tecnologie critiche ostacoli la competitività americana.
- Aumento del budget per la difesa: Gli alleati devono dimostrare capacità produttiva concreta per accedere a una cooperazione avanzata su tecnologie come AI, nucleare e quantum computing.
- De-risking dalle supply chain cinesi: Gli USA invitano gli alleati a implementare meccanismi di analisi degli investimenti esteri e a coordinarsi con Washington per valutare le transazioni in base alla "distanza verificabile" dagli investitori predatori.
- Sicurezza della ricerca: È necessario tracciare i fruitori di fondi federali, vietare finanziamenti a entità ad alto rischio e cooperare con i centri di ricerca per la controintelligence.
Le sfide per l'Europa
Per l'Europa, la Nssts crea un dilemma tra autonomia strategica e interoperabilità con il sistema americano di controllo tecnologico. A differenza degli USA, l'UE non ha un bilancio sovranazionale, e l'Eu Chips Act dipende dalla capacità fiscale dei singoli Stati membri, con evidenti asimmetrie tra Germania, Francia e il resto del blocco.
Il documento americano costringe l'Europa a scegliere tra sovranità europea e allineamento con le politiche tecnologiche degli USA, con implicazioni significative per la competitività globale.
Impatti per l'Italia
Per l'Italia, gli impatti della Nssts sono ambivalenti. Nel settore della difesa e dell'aerospazio, il riarmo europeo e i programmi di integrazione NATO potenziano la filiera nazionale, che include Leonardo, Fincantieri e le PMI manifatturiere della meccanica di precisione. La strategia USA promuove una ridondanza produttiva che potrebbe distribuire le capacità industriali critiche, attualmente concentrate in Asia orientale.
Nel settore dei semiconduttori, gli stabilimenti STMicroelectronics per chip automotive ed energetici rientrano nelle aree prioritarie per gli investimenti pubblico-privati. Tuttavia, l'Italia deve agire con tempestività per cogliere queste opportunità.
Sul fronte della protezione degli asset strategici, l'uso del Golden Power (il veto nazionale su acquisizioni estere in reti, dati ed energia) si allinea con il potenziamento del CFIUS, il comitato per gli investimenti esteri negli USA.
Il rischio principale rimane l'export verso la Cina. Le PMI italiane di macchinari, robotica e automazione potrebbero affrontare minori sbocchi commerciali a causa di questo allineamento geopolitico.
Un'occasione e una responsabilità per l'Italia
"Per l'Italia questa è un’occasione importante, ma anche una responsabilità", avverte Paganini. "Il nostro Paese possiede competenze rilevanti nei settori aerospaziale, elettronico, cyber e dual use, ma deve riuscire a trasformarle in filiera, scala e autonomia tecnologica. Il recente dibattito sul settore spaziale italiano mostra proprio questo problema: molte eccellenze, ma un’eccessiva frammentazione che rischia di limitarne la competitività internazionale".
la Nssts degli USA rappresenta una sfida complessa per l'Europa e l'Italia, richiedendo un equilibrio tra autonomia strategica e cooperazione internazionale in un contesto di crescente competizione tecnologica e geopolitica.
Il contesto globale e le implicazioni strategiche
La National Security Science and Technology Strategy (Nssts) non opera in un vuoto geopolitico, ma si inserisce in un contesto di competizione sempre più accentuata tra Stati Uniti, Cina ed Europa. La strategia americana rappresenta una risposta diretta alle ambizioni tecnologiche e industriali della Cina, che ha investito massicciamente in settori critici come i semiconduttori, l'intelligenza artificiale e le tecnologie spaziali. Secondo l'International Institute for Strategic Studies (IISS), la Cina ha aumentato la sua spesa militare del 7,1% nel 2025, raggiungendo i 230 miliardi di dollari, mentre gli Stati Uniti hanno mantenuto una spesa di circa 800 miliardi di dollari. Tuttavia, la vera sfida non è tanto la spesa militare quanto la capacità di integrare le tecnologie avanzate nei sistemi di difesa e nella produzione industriale.Le tecnologie critiche e il ruolo dell'Europa
Le 14 tecnologie critiche ed emergenti (Cet) identificate dalla Nssts rappresentano i pilastri su cui si costruirà la competizione futura. Tra queste, l'intelligenza artificiale assume un ruolo trasversale, essendo integrata in tutti gli altri settori, dalla cybersecurity alla difesa missilistica. L'Europa, con il suo programma di investimenti in ricerca e sviluppo, potrebbe diventare un attore chiave in questo scenario. Tuttavia, la frammentazione del mercato europeo e la mancanza di una strategia industriale comune potrebbero limitare la sua capacità di competere con gli Stati Uniti e la Cina.Le sfide per le PMI italiane
Per le piccole e medie imprese italiane, la Nssts rappresenta sia un'opportunità che una sfida. Da un lato, la strategia americana potrebbe aprire nuove opportunità di collaborazione con aziende statunitensi e con la NATO. D'altra parte, le PMI italiane dovranno affrontare maggiori controlli sulle esportazioni e potrebbero perdere sbocchi commerciali in mercati come la Cina. Un esempio significativo è il settore della robotica industriale, in cui l'Italia è leader mondiale. Le aziende italiane come Comau e Prima Power potrebbero trovare difficoltà a esportare i loro prodotti in Cina, a meno che non riescano a sviluppare tecnologie alternative o a diversificare i loro mercati.La necessità di una strategia nazionale integrata
Per affrontare queste sfide, l'Italia ha bisogno di una strategia nazionale integrata che coinvolga non solo il Ministero della Difesa, ma anche il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e il Ministero dell'Istruzione e della Ricerca. Una delle priorità dovrebbe essere il rafforzamento del sistema educativo e della ricerca scientifica, per garantire un flusso continuo di talenti e innovazioni. Inoltre, il governo italiano dovrebbe promuovere la collaborazione tra università, centri di ricerca e aziende, per creare un ecosistema nazionale in grado di competere a livello globale.Le opportunità per il settore spaziale italiano
Il settore spaziale rappresenta un'area di particolare interesse per l'Italia, grazie alla presenza di aziende come Leonardo, Thales Alenia Space e Avio. La Nssts potrebbe offrire nuove opportunità di collaborazione con la NASA e l'European Space Agency (ESA), in particolare nei settori dei lanciatori riutilizzabili e dei sistemi di comunicazione satellitare. Tuttavia, per cogliere queste opportunità, l'Italia dovrà investire in infrastrutture di lancio e in tecnologie avanzate, come i motori a propulsione elettrica e i sistemi di navigazione autonomi.Le conclusioni
In sintesi, la National Security Science and Technology Strategy (Nssts) rappresenta una sfida complessa per l'Europa e l'Italia, richiedendo un equilibrio tra autonomia strategica e cooperazione internazionale. Per l'Italia, la strategia americana offre sia opportunità che rischi, e la capacità di cogliere queste opportunità dipenderà dalla capacità del Paese di sviluppare una strategia nazionale integrata e di investire in tecnologie avanzate e competenze. Il tempo a disposizione per agire è limitato, e l'Italia dovrà dimostrare di essere all'altezza della sfida, trasformando le sue eccellenze in un vantaggio competitivo a livello globale.Nota Editoriale e Disclaimer
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