Armenia: Pashinyan vince le elezioni, ma la strada verso la pace è ancora in salita

Yerevan, 8 giugno 2026 - Il Primo Ministro Nikol Pashinyan ha dichiarato vittoria nelle elezioni parlamentari armenie, indossando un cappello e una maglietta con il simbolo delle sue mani che formano un cuore. Un gesto che, secondo gli analisti, rappresenta sia la sua offerta di pace verso l'Azerbaigian che il distacco da Mosca.

Un mandato chiaro, ma non decisivo

Il partito di Pashinyan, "Civil Contract", ha ottenuto quasi il 50% dei voti, più del doppio del suo principale avversario. Tuttavia, la vittoria ha un limite significativo: Pashinyan non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi necessaria per avviare un referendum costituzionale, un passo cruciale per normalizzare le relazioni con l'Azerbaigian.

Laura Linderman, esperta dell'Atlantic Council, spiega che "il processo di pace si scontra con un ostacolo che l'elezione non ha rimosso. La modifica della Costituzione, necessaria per rimuovere un riferimento territoriale controverso a Nagorno-Karabakh, richiede un referendum. Ma senza una maggioranza qualificata, Pashinyan non può avviare questo processo."

La Russia gioca sporco, ma perde

Mosca ha cercato di influenzare le elezioni con una campagna di disinformazione senza precedenti, fake news, pressioni economiche e persino finanziamenti a partiti filo-russi. Secondo Andrew D’Anieri, analista dell'Atlantic Council, "la Russia vuole un'Armenia debole e in conflitto con i suoi vicini per massimizzare la sua influenza."

Tuttavia, nonostante gli sforzi, il partito di Pashinyan ha ottenuto quasi la metà dei voti, mentre l'alleanza filo-russa "Armenia Forte" ha raggiunto solo il 23%. Givi Gigitashvili, ricercatore del Digital Forensic Research Lab, avverte che "la Russia gioca una partita più lunga di un solo ciclo elettorale. Ora punta su Samvel Karapetyan, un nuovo attore politico sostenuto dal Cremlino."

Cosa significa per l'Azerbaigian?

La vittoria di Pashinyan segna un cambiamento strategico per l'Armenia, che per secoli ha guardato alla Russia come protettrice contro le minacce turche. Ora, Pashinyan punta a ridurre questa dipendenza, rafforzando i legami con l'UE, gli USA e cercando la pace con l'Azerbaigian.

Secondo gli esperti, la strada verso la normalizzazione è ancora in salita. "Pashinyan ha un mandato per governare, ma non per cambiare la Costituzione," conclude Linderman. "Dovrà trovare un modo alternativo per avanzare nel processo di pace."

Fonte: Atlantic Council, Reuters, CivilNet, OC Media

Il futuro del processo di pace

La mancanza di una maggioranza qualificata per modificare la Costituzione non significa necessariamente un punto morto nel processo di pace. Secondo esperti, Pashinyan potrebbe esplorare altre vie per avanzare verso la normalizzazione con l'Azerbaigian. Una possibilità è quella di avviare un dialogo diretto con Baku per trovare soluzioni pratiche che non richiedano modifiche costituzionali immediate.

Tuttavia, gli ostacoli rimangono significativi. L'Azerbaigian insiste sul ritiro delle truppe armene da Nagorno-Karabakh e su una dichiarazione formale di rinuncia a qualsiasi pretesa territoriale. Pashinyan, d'altra parte, deve gestire le preoccupazioni interne di chi teme che un accordo troppo favorevole all'Azerbaigian possa compromettere la sicurezza e l'identità nazionale armena.

La sfida interna: opposizione e società civile

Oltre alla mancanza di una maggioranza qualificata, Pashinyan deve affrontare un'opposizione frammentata ma determinata. Partiti filo-russi e gruppi nazionalisti potrebbero unire le forze per ostacolare qualsiasi passo verso la pace, soprattutto se percepito come una concessione all'Azerbaigian.

La società civile armena, sebbene generalmente favorevole alla pace, è divisa. Alcuni sostengono che Pashinyan stia andando troppo veloce nel distaccarsi dalla Russia, mentre altri temono che il processo di pace possa essere troppo lento. "La sfida per Pashinyan è mantenere il supporto popolare mentre naviga tra le pressioni interne e quelle esterne," afferma Gigitashvili.

L'UE e gli USA: alleati chiave

L'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno giocato un ruolo cruciale nel sostenere il processo di pace. L'UE ha offerto assistenza tecnica e finanziaria per la ricostruzione delle regioni colpite dal conflitto, mentre gli USA hanno mediato nei negoziati tra Armenia e Azerbaigian.

Tuttavia, l'impegno occidentale potrebbe essere messo alla prova. "L'UE e gli USA devono dimostrare che la loro offerta di partnership è credibile e sostenibile," sostiene Linderman. "Se Pashinyan percepisce che il supporto occidentale è condizionato o inconsistente, potrebbe essere tentato di cercare altre opzioni, incluso un ritorno a Mosca."

La partita lunga della Russia

La sconfitta elettorale non ha fermato la Russia dal perseguire i suoi obiettivi a lungo termine in Armenia. Secondo fonti, Mosca sta già lavorando per sostenere Samvel Karapetyan, un nuovo attore politico con legami stretti al Cremlino. Karapetyan potrebbe essere posizionato come un'alternativa a Pashinyan, soprattutto se il processo di pace dovesse incontrare difficoltà.

D'Anieri avverte che "la Russia non rinuncerà facilmente all'Armenia. Mosca continuerà a usare ogni strumento a sua disposizione, dalla disinformazione alle pressioni economiche, per mantenere la sua influenza."

un equilibrio precario

La vittoria di Pashinyan rappresenta un passo avanti significativo verso la pace e la normalizzazione, ma il cammino è ancora irto di ostacoli. Senza una maggioranza qualificata per modificare la Costituzione, Pashinyan dovrà trovare soluzioni creative e costruire un consenso più ampio. Nel frattempo, la Russia continuerà a giocare una partita lunga, mentre l'UE e gli USA dovranno dimostrare che la loro partnership è un'alternativa credibile alla dipendenza da Mosca.

In un contesto così complesso, la stabilità e la sicurezza della regione dipenderanno dalla capacità di tutti gli attori di trovare un equilibrio tra sovranità nazionale, interessi strategici e aspirazioni di pace.

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