La nuova normalità delle correlazioni tra mercati azionari e obbligazionari

Il prossimo shock per i mercati azionari potrebbe colpire anche quelli obbligazionari, e questa combinazione - un tempo rara - sta diventando la nuova normalità. Un cambiamento strutturale nella relazione tra volatilità azionaria e obbligazionaria ha minato uno dei presupposti fondamentali della gestione del rischio finanziario, con conseguenze che regolatori e policy maker devono ancora affrontare pienamente.

Risposta Rapida

Dal 2013, la correlazione tra volatilità azionaria (VIX) e obbligazionaria (MOVE) ha superato costantemente lo 0,5, livello che in passato si osservava solo durante crisi sistemiche. Questo fenomeno aumenta il rischio sistemico poiché, quando azioni e obbligazioni scendono insieme, gli istituti finanziari perdono la loro tradizionale copertura. I modelli regolatori attuali, come quelli del framework Basel III, non tengono conto di questa nuova realtà.

Un cambiamento strutturale

Prima del 2013, l'indice VIX (che misura la volatilità attesa nei mercati azionari) e l'indice MOVE (l'equivalente per i Treasury) si muovevano in tandem solo durante crisi acute. La correlazione tra i due raggiungeva circa 0,4 durante il crollo delle dot-com e la crisi finanziaria globale, per poi tornare verso zero una volta superate le crisi. Oggi, invece, anche in assenza di crisi acute, la correlazione annuale tra VIX e MOVE supera lo 0,5 - un livello che in passato si osservava solo al picco delle crisi sistemiche.

Il meccanismo del rischio sistemico

Il rischio sistemico aumenta quando istituzioni finanziarie non riescono ad assorbire le perdite generate dagli shock di mercato. Storicamente, un portafoglio bilanciato tra azioni e obbligazioni offriva una protezione: quando le azioni scendevano, i Treasury spesso mantenevano o aumentavano il loro valore, offrendo una copertura che gli istituti potevano liquidare per far fronte alle chiamate di garanzia. Tuttavia, quando azioni e obbligazioni scendono insieme - come è successo con frequenza insolita dalla pandemia - non esiste una soluzione ovvia. Se molte istituzioni affrontano contemporaneamente carenze di collaterale, le vendite forzate deprimono ulteriormente i prezzi, alimentando una spirale potenzialmente autoalimentante.

L'architettura regolatoria non è al passo

I modelli di ponderazione del rischio del framework internazionale Basel III - così come i test di stress calibrati per l'indipendenza delle classi di asset e le gerarchie di collaterale incorporate nella clearing centrale - trattano ancora il debito sovrano di alta qualità come un buffer quasi privo di rischio. Questa assunzione sembra però non essere più supportata dagli investitori. I regolatori dovrebbero richiedere alle istituzioni di rivalutare questi modelli alla luce della nuova realtà delle correlazioni post-pandemiche, piuttosto che basarsi sullo scenario pre-2013.

La necessità di riformare le strutture di liquidità

Il design delle strutture di liquidità delle banche centrali è altrettanto problematico. Le finestre repo permanenti, costruite per stress su singoli asset, potrebbero rivelarsi insufficienti quando azioni e obbligazioni scendono contemporaneamente. Queste strutture devono essere ridimensionate e ristrutturate per far fronte a questo nuovo scenario. Inoltre, i policy maker devono affrontare la causa sottostante: se i persistenti deficit fiscali stanno erodendo la fiducia nel debito sovrano, tirando la volatilità obbligazionaria in sincrono con quella azionaria, la risposta politica non può essere un vago impegno per la sostenibilità. È necessaria una strada concreta e credibile per la consolidamento di medio termine, capace di ripristinare il premio di sicurezza che i Treasury hanno tradizionalmente garantito.

Le implicazioni per la gestione del rischio

Questo cambiamento strutturale richiede una riforma delle pratiche di gestione del rischio. Gli istituti finanziari devono rivedere le loro strategie di copertura, sviluppando nuovi strumenti e approcci per far fronte a una realtà in cui la diversificazione tra azioni e obbligazioni non offre più la stessa protezione di un tempo. Inoltre, i gestori di portafoglio devono considerare l'uso di strumenti derivati più sofisticati e strategie di copertura alternative per mitigare l'aumentato rischio sistemico.

Le prospettive per gli investitori

Per gli investitori, questo nuovo scenario richiede un approccio più attento alla gestione del rischio. La tradizionale allocazione del portafoglio tra azioni e obbligazioni potrebbe non essere più sufficiente per bilanciare rischio e rendimento. Gli investitori potrebbero dover considerare l'uso di asset alternativi, come le materie prime o gli immobili, per diversificare ulteriormente i loro portafogli. Inoltre, potrebbero essere necessarie strategie di investimento più dinamiche, capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.

Le implicazioni per le politiche monetarie

Le banche centrali devono ricalibrare le loro politiche monetarie per affrontare questa nuova realtà. Le strategie tradizionali, come l'uso dei tassi di interesse come principale strumento di controllo dell'inflazione, potrebbero rivelarsi insufficienti in un contesto in cui la volatilità dei mercati azionari e obbligazionari è strettamente correlata. Potrebbe essere necessario sviluppare nuovi strumenti e approcci per gestire la stabilità finanziaria in modo più efficace.

Il ruolo degli investitori istituzionali

Gli investitori istituzionali, come i fondi pensione e le compagnie di assicurazione, devono rivedere le loro strategie di investimento per adattarsi a questo nuovo scenario. La tradizionale allocazione del portafoglio tra azioni e obbligazioni potrebbe non essere più sufficiente per garantire la stabilità a lungo termine. Potrebbe essere necessario considerare l'uso di strumenti alternativi di copertura del rischio e strategie di diversificazione più sofisticate.

Le sfide per i mercati emergenti

I mercati emergenti potrebbero affrontare sfide particolarmente difficili in questo nuovo contesto. La ridotta capacità di diversificazione e la maggiore volatilità dei mercati locali potrebbero esacerbare gli effetti negativi delle correlazioni tra azioni e obbligazioni. Gli investitori nei mercati emergenti dovrebbero considerare strategie di investimento più conservative e strumenti di copertura del rischio più robusti.

Le opportunità per gli asset manager

Per gli asset manager, questa nuova realtà rappresenta sia una sfida che un'opportunità. La capacità di sviluppare strategie di investimento innovative e strumenti di copertura del rischio efficaci potrebbe offrire un vantaggio competitivo significativo. Gli asset manager che riescono a navigare con successo in questo nuovo scenario potrebbero attrarre un maggior numero di clienti e aumentare la loro quota di mercato.

Le considerazioni per gli investitori individuali

Gli investitori individuali dovrebbero essere consapevoli di queste tendenze e adattare le loro strategie di investimento di conseguenza. La tradizionale allocazione del portafoglio tra azioni e obbligazioni potrebbe non essere più sufficiente per bilanciare rischio e rendimento. Gli investitori individuali potrebbero dover considerare l'uso di asset alternativi e strategie di investimento più dinamiche per proteggere i loro portafogli.

Le prospettive per il futuro

Il futuro dei mercati finanziari è incerto, ma è chiaro che la capacità di adattarsi a questa nuova realtà sarà cruciale per il successo a lungo termine. Gli investitori, gli istituti finanziari e i policy maker dovranno lavorare insieme per sviluppare soluzioni innovative e strategie efficaci per affrontare le sfide poste dalla crescente correlazione tra volatilità azionaria e obbligazionaria.

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