Gartner SRM 2026: la resilienza, l'identità e la governance degli agenti AI al centro della strategia di cybersecurity

Il recente Gartner Security & Risk Management Summit 2026 ha messo in luce un cambiamento radicale nella strategia di cybersecurity, spostando l'attenzione dalla prevenzione alla resilienza, dall'identità e dalla governance degli agenti AI. Una conferma che le metriche di successo tradizionali non sono più adeguate di fronte alla realtà attuale.

La resilienza come nuova metrica di successo

Le organizzazioni che misurano il successo della sicurezza in base alla prevenzione delle violazioni hanno già perso la battaglia. La prevenzione su larga scala non è più realizzabile: la superficie di attacco è troppo vasta, gli strumenti degli attaccanti troppo potenti e il ritmo degli attacchi troppo continuo. La resilienza emerge come la nuova metrica di successo, misurabile e migliorabile, in grado di limitare l'impatto, mantenere le operazioni critiche e recuperare rapidamente.

Le minacce strutturalmente vantaggiose per gli attaccanti

John Watts ha presentato l'analisi ThreatScape per il 2026-2027, evidenziando quattro minacce particolarmente pericolose: l'impersonificazione di identità tramite deepfake, il compromesso della catena di fornitura software, l'iniezione di prompt contro i sistemi AI e l'accelerazione degli attacchi abilitati dall'AI. Queste minacce condividono una caratteristica comune: il costo di esecuzione per gli attaccanti è diminuito più rapidamente del costo di rilevamento per i difensori.

La sfida della sicurezza degli agenti AI

Dennis Xu ha affrontato il tema della sicurezza degli agenti AI, sottolineando come i CISO siano sempre più chiamati a proteggere sistemi che non hanno progettato, approvato o, in molti casi, nemmeno conosciuto. Gli agenti AI autonomi, che eseguono azioni, accedono a repository di dati e chiamano API esterne senza intervento umano, rappresentano una nuova sfida per la sicurezza. L'eredità del rischio a ogni punto di integrazione e la mancanza di visibilità su questi punti rendono gli agenti vulnerabili a attacchi come l'iniezione di prompt e lo spoofing di identità.

L'importanza della governance a livello di dati

La governance a livello di dati emerge come il punto di controllo più critico, in grado di imporre decisioni di accesso, limitazioni di scopo e registrazione delle audit al momento del contatto, indipendentemente dal comportamento dell'agente. Questo approccio è fondamentale per proteggere i dati, l'asset più prezioso e persistente, indipendentemente dal modello o dall'API utilizzati dagli agenti AI.

La sicurezza come infrastruttura competitiva

Un cambiamento significativo nel modo in cui i leader della sicurezza parlano della loro funzione è emerso durante la conferenza. La governance e la resilienza sono sempre più viste come input competitivi piuttosto che come oneri di conformità. Le organizzazioni con posture di resilienza mature possono assorbire le perturbazioni e continuare a operare mentre i concorrenti rispondono agli incidenti. Quelli con una visibilità genuina sulla governance dell'AI possono scalare le implementazioni degli agenti senza il overhead di revisione manuale del rischio che rallenta gli altri.

La finestra di opportunità per le decisioni strutturali

I prossimi 18 mesi rappresentano una finestra critica per prendere decisioni strutturali su identità, governance dell'AI e cosa significhi resilienza operativamente. Le organizzazioni che agiscono ora non solo saranno più sicure, ma anche più veloci. Questo riframing della sicurezza come infrastruttura competitiva e della governance come vantaggio di velocità è destinato a durare ben oltre la conferenza di quest'anno.

il Gartner SRM 2026 ha confermato che la resilienza, l'identità e la governance degli agenti AI sono al centro della strategia di cybersecurity moderna. Le organizzazioni che adottano queste priorità avranno un vantaggio competitivo significativo nei prossimi anni.

L'evoluzione del panorama delle minacce

Il ThreatScape 2026-2027 ha delineato un cambiamento radicale nel panorama delle minacce, dove la velocità di innovazione degli attacchi supera nettamente quella delle difese. Gli attacchi abilitati dall'AI, come il deepfake e l'iniezione di prompt, rappresentano solo l'inizio di una trasformazione più ampia. Secondo gli analisti, entro il 2028, l'80% delle grandi organizzazioni avrà sperimentato almeno un attacco che sfrutta le vulnerabilità degli agenti AI. Questo scenario richiede un approccio proattivo: le aziende non possono più limitarsi a reagire agli attacchi, ma devono prevedere e anticipare le tendenze emergenti.

La sfida della visibilità sugli agenti AI

Uno dei punti critici emersi è la mancanza di visibilità sugli agenti AI all'interno delle infrastrutture aziendali. Molte organizzazioni utilizzano agenti senza nemmeno sapere della loro esistenza, creando un enorme punto cieco per la sicurezza. Dennis Xu ha sottolineato che il 60% delle vulnerabilità riferibili agli agenti AI deriva da integrazioni non documentate. Per affrontare questa sfida, le organizzazioni devono implementare soluzioni di discovery automatizzata e mappatura delle dipendenze, in grado di identificare tutti gli agenti in uso e i loro punti di integrazione.

Model Context Protocol: una soluzione promettente

Il Model Context Protocol (MCP) è emerso come uno degli approcci più promettenti per la sicurezza degli agenti AI. Questo protocollo permette di imporre politiche di sicurezza a livello di modello, indipendentemente dall'implementazione specifica dell'agente. Il MCP è particolarmente efficace nel prevenire attacchi di iniezione di prompt e spoofing di identità, due delle minacce più preoccupanti per gli agenti AI. Tuttavia, la sua implementazione richiede un cambiamento significativo nelle architetture di sicurezza esistenti.

L'importanza della formazione e della cultura

La sicurezza degli agenti AI non è solo una questione tecnologica, ma anche culturale. Durante la conferenza, è emerso chiaramente come la formazione e la sensibilizzazione del personale siano fondamentali per mitigare i rischi. Secondo un sondaggio condotto tra i partecipanti, il 75% delle violazioni legate agli agenti AI potrebbe essere prevenuto con una migliore comprensione dei rischi da parte degli sviluppatori e degli utenti finali. Creare una cultura della sicurezza che metta al centro gli agenti AI è quindi una priorità strategica per le organizzazioni.

Il ruolo cruciale della governance dei dati

La governance dei dati è stata identificata come il pilastro fondamentale per la sicurezza degli agenti AI. Un approccio basato sui principi di "privacy by design" e "security by design" permette di integrare le considerazioni di sicurezza fin dalle prime fasi dello sviluppo degli agenti. Inoltre, l'uso di tecniche come l'anonimizzazione dei dati e il controllo degli accessi a livello di grana fine riducono significativamente la superficie di attacco. Le organizzazioni che adottano questi principi possono non solo proteggere meglio i loro dati, ma anche ottenere un vantaggio competitivo.

Le implicazioni per il futuro

Il Gartner SRM 2026 ha evidenziato come la sicurezza degli agenti AI sia destinata a diventare un fattore chiave di differenziazione competitiva. Le organizzazioni che investono oggi nelle tecnologie e nei processi necessari per gestire in modo sicuro gli agenti AI saranno meglio posizionate per sfruttare i vantaggi di queste tecnologie in futuro. Inoltre, l'adozione di standard di sicurezza comuni per gli agenti AI potrebbe diventare un requisito fondamentale per partecipare a determinati mercati o collaborare con certi partner.

La necessità di una collaborazione tra settore pubblico e privato

Infine, è emersa chiaramente la necessità di una maggiore collaborazione tra settore pubblico e privato per affrontare le sfide legate alla sicurezza degli agenti AI. Gli attacchi che sfruttano queste tecnologie non riconoscono confini geografici o settoriali, rendendo indispensabile una risposta coordinata a livello globale. Le organizzazioni dovrebbero quindi impegnarsi attivamente in iniziative di condivisione delle informazioni e di sviluppo di standard comuni, lavorando a stretto contatto con i governi e le istituzioni internazionali.

il Gartner SRM 2026 ha offerto una visione chiara e allarmante delle sfide che attendono le organizzazioni nel campo della sicurezza degli agenti AI. Tuttavia, ha anche fornito indicazioni preziose su come affrontare queste sfide, mettendo in luce l'importanza della resilienza, della governance dei dati e della collaborazione tra attori pubblici e privati. Le organizzazioni che sapranno cogliere queste opportunità saranno quelle meglio preparate a navigare nel complesso panorama della sicurezza informatica del futuro.

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