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Crypto & Finanza · VIDEO

Kim Yo-jong nega il coinvolgimento della Corea del Nord nel hack da $6 miliardi a Binance

03/11/2026 · 11:36 · Video di GoYou.it
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Kim Yo-jong, sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, ha respinto le accuse dell'FBI che attribuiscono alla Corea del Nord il più grande hack della storia delle criptovalute, quello da $6 miliardi a Binance. L'attacco ha sfruttato vulnerabilità tecniche specifiche, mentre Binance ha già recuperato il 95% delle risorse perdute.

IN BREVE

  • Kim Yo-jong nega il coinvolgimento nordcoreano nell'hack da $6 miliardi a Binance, nonostante le accuse dell'FBI
  • L'attacco ha sfruttato EIP-7702 su Ethereum per trasformare un wallet Binance in un 'sweeper' controllato dagli hacker
  • Binance ha già recuperato il 95% delle risorse perdute, pubblicando anche il primo set di proof of reserves
  • L'FBI ha identificato l'attività maliziosa come 'TraderTraitor', mentre TRM Labs e altre aziende hanno attribuito l'attacco a hacker nordcoreani

Trascrizione

Kim Yo-jong, sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, ha respinto le accuse dell'FBI che attribuiscono a hacker del suo paese l'attacco da 6,36 miliardi di dollari a Binance. La dichiarazione è stata riportata dall'agenzia Yonhap News Agency. L'FBI aveva confermato il coinvolgimento nordcoreano, identificando l'attività maliziosa come "TraderTraitor".

L'attacco, avvenuto giovedì scorso, ha sfruttato vulnerabilità nei wallet Ethereum e tecniche di autorizzazione pre-firmate. Secondo TRM Labs, sono state preparate 50 autorizzazioni pre-firmate per garantire che almeno una rimanesse valida durante l'esecuzione dell'attacco.

Tre società di analisi blockchain, tra cui TRM Labs, avevano inizialmente attribuito l'attacco a hacker nordcoreani. L'FBI ha poi confermato questa attribuzione, fornendo ulteriori dettagli sul metodo di lavaggio del denaro. Secondo l'agenzia federale, parte del bottino è stato trasferito attraverso la blockchain Tron.

Binance ha pubblicato il suo primo set di proof of reserves, dimostrando di aver recuperato circa il 95% degli asset rubati con fondi propri. Questa mossa rappresenta un tentativo di rassicurare gli utenti sulla solidità finanziaria della piattaforma dopo l'attacco.

L'attacco sottolinea la necessità di migliorare le misure di sicurezza nelle piattaforme di scambio. In particolare, evidenzia la vulnerabilità dei wallet caldi e l'importanza di tecniche avanzate di autorizzazione.

La negazione di Kim Yo-jong arriva in un momento di tensioni crescenti tra Nord Corea e Stati Uniti. L'FBI ha affermato che l'attacco fa parte di una campagna più ampia di "cyber criminalità di Stato" condotta dal regime nordcoreano. Questo episodio potrebbe avere ripercussioni sulle relazioni diplomatiche e sulla sicurezza informatica globale.

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