La CISO di National Life Group prevede un aumento esponenziale delle vulnerabilità nei prossimi sei mesi
Durante un'intervista con Help Net Security, Becky Palmer, Vicepresidente e Chief Information Security Officer (CISO) di National Life Group, ha discusso le sfide di difendere contro attacchi guidati dall'intelligenza artificiale. Palmer ha evidenziato come i cicli di patching, progettati per la velocità umana, non riescano a tenere il passo con le minacce AI-driven, e ha condiviso strategie per compensare questa disparità.L'accelerazione delle vulnerabilità e l'impatto dell'AI
I fondamentali della gestione delle vulnerabilità non sono cambiati, ma la velocità e la scala della scoperta e sfruttamento delle vulnerabilità stanno cambiando drasticamente. Con l'introduzione dell'AI Frontier, è probabile che scopriremo più vulnerabilità nei prossimi sei mesi di quante ne abbiamo viste negli ultimi trenta anni. L'AI aiuta gli attaccanti a trovare e sfruttare le vulnerabilità alla velocità della macchina, riducendo il tempo necessario per un attacco da settimane a, in alcuni casi, ore.L'inadeguatezza dei processi di patching umani
Quando gli attaccanti operano alla velocità della macchina, un processo di patching che funziona alla velocità umana non può tenere il passo. Palmer ha sottolineato la necessità di combattere l'AI con l'AI per automatizzare la gestione delle patch. Questo include l'uso dell'AI per correlare nuove vulnerabilità con l'ambiente dell'organizzazione, prioritarle in base all'esposizione e guidare il ciclo di test e distribuzione per comprimere i tempi di patching.Compensating controls per ridurre l'esposizione
Quando una correzione immediata non è possibile, è essenziale mettere in atto controlli compensativi per ridurre l'esposizione fino a quando la vulnerabilità sottostante non può essere rimediata. Palmer ha elencato alcuni esempi di controlli compensativi utilizzati da National Life Group: 1. Virtual patching: Utilizzo di firewall per applicazioni web, sistemi di prevenzione delle intrusioni e protezione endpoint per bloccare il traffico di exploit specifici. 2. Restrizione dell'accesso: Limitazione di chi e cosa può raggiungere il sistema esposto, con l'implementazione del principio del privilegio minimo e autenticazione più robusta. 3. Monitoraggio intensificato: Implementazione di rilevamento mirato sull'asset vulnerabile per rilevare immediatamente i tentativi di sfruttamento e rispondere prontamente.L'impatto dell'AI nel SOC
National Life Group ha recentemente iniziato a utilizzare AI agentic nel proprio Security Operations Center (SOC), con risultati significativi. L'AI ha permesso di automatizzare indagini complesse e colmare il divario tra rilevamento e contesto umano. Palmer ha riferito che, per i casi abilitati all'AI, quattro su cinque vengono risolti senza escalation umana, risparmiando ore di lavoro ogni giorno.La distinzione tra AI e analisti umani
Palmer ha sottolineato che l'obiettivo non è sostituire gli analisti, ma dare loro la possibilità di operare più velocemente e concentrarsi sui rischi che richiedono giudizio umano. L'AI aiuta a liberare il team per focalizzarsi su rischi che richiedono competenze umane, migliorando l'efficienza complessiva del SOC.Valutazione delle affermazioni AI dei vendor di sicurezza
Con l'aumento dei vendor di sicurezza che affermano di offrire soluzioni AI, Palmer ha condiviso alcune domande chiave per distinguere un prodotto funzionante da una semplice etichetta di marketing:Gestione del rischio AI da parte di terzi
National Life Group tratta l'uso di AI da parte di terzi come un problema di rischio del vendor e di governance dei dati. La valutazione del rischio del vendor richiede ai vendor e agli agenti indipendenti di divulgare gli strumenti e i modelli AI che utilizzano, i dati sensibili coinvolti, dove i dati vengono elaborati, per quanto tempo vengono conservati e se vengono utilizzati per il training. I contratti stabiliscono poi le guardrail, inclusa l'approvazione preventiva, gli ambienti LLM aziendali approvati, le restrizioni sull'uso di LLMs di terzi non approvati, i limiti sull'addestramento e l'uso secondario, e i controlli sui fornitori di AI e subappaltatori.Tre passi per ridurre il rischio AI in 90 giorni
Per i leader della sicurezza in piccole compagnie di assicurazione o banche senza un budget AI, Palmer ha suggerito tre priorità per ridurre il rischio AI in un periodo di 90 giorni: 1. Comprendere e prioritizzare i rischi più elevati: Identificare dove risiede la maggior parte delle informazioni sensibili, dove si è più esposti e quali rischi potrebbero avere il maggiore impatto. Concentrare le risorse su queste aree critiche. 2. Rafforzare l'identity and access management: Assicurarsi che i dipendenti abbiano accesso solo ai sistemi e alle informazioni necessarie per svolgere il loro lavoro e limitare i privilegi amministrativi dove possibile. 3. Formare i dipendenti: Educare i dipendenti sull'uso sicuro delle piattaforme AI e sui rischi di phishing e deepfake, con simulazioni regolari di phishing e formazione continua sulla sicurezza informatica. Per ulteriori approfondimenti, è possibile scaricare il rapporto "[How security controls perform in practice](https://helpnet.short.gy/Gs11GH)".L'impatto dell'AI sulla sicurezza informatica: strategie e sfide future
La nuova sfida della velocità nelle patch
La compressione del tempo tra la scoperta di una vulnerabilità e il suo sfruttamento da parte degli attaccanti ha reso obsoleto il tradizionale ciclo di patching. Palmer ha sottolineato l'importanza di adottare approcci che permettano di ridurre i tempi di testing e distribuzione delle patch senza aumentare i rischi aziendali. L'obiettivo è creare un sistema che possa rispondere con la stessa velocità con cui gli attaccanti sfruttano le vulnerabilità.
L'importanza del contesto nella valutazione delle vulnerabilità
Non tutte le vulnerabilità hanno lo stesso impatto. Palmer ha evidenziato l'importanza di valutare le vulnerabilità nel contesto specifico dell'organizzazione, utilizzando metriche come l'Exploit Prediction Scoring System (EPSS) per determinare la probabilità che una vulnerabilità sia sfruttata. Questo approccio permette di allocare le risorse in modo più efficace, concentrandosi sulle minacce più reali e immediate.
La gestione delle vulnerabilità note
Molti attacchi sfruttano vulnerabilità note da anni, non solo quelle recenti. Questo significa che la sicurezza non può dipendere solo dalla velocità di patching, ma deve includere strategie di mitigazione per vulnerabilità persistenti. Palmer ha sottolineato che l'obiettivo non è un ambiente perfetto senza vulnerabilità, ma un programma disciplinato che riduca la finestra di opportunità per gli attaccanti.
L'evoluzione del SOC nell'era dell'AI
L'adozione di AI agentica nel Security Operations Center (SOC) ha portato a miglioramenti significativi. Palmer ha descritto come l'AI abbia permesso di automatizzare ricerche complesse, arricchire il contesto e riassumere informazioni avanzate, liberando gli analisti per concentrarsi su rischi che richiedono giudizio umano. Questo ha portato a un significativo risparmio di tempo e a un miglioramento della qualità delle indagini.
La necessità di un approccio critico alle soluzioni AI
Con l'aumento delle aziende che offrono soluzioni di sicurezza basate su AI, è fondamentale adottare un approccio critico. Palmer ha consigliato di non fidarsi delle affermazioni di marketing senza una validazione concreta e di eseguire sempre una prova di valore con i propri dati. Questo include la valutazione di scenari in cui l'AI potrebbe comportarsi in modo imprevisto o incontrare situazioni per le quali non è stata progettata.
La gestione del rischio AI da parte di terzi
L'uso di AI da parte di terzi deve essere trattato come un problema di rischio del vendor e di governance dei dati. Palmer ha sottolineato l'importanza di stabilire contratti chiari che definiscano le guardrail per l'uso di AI, inclusa l'approvazione preventiva, le restrizioni sull'uso di modelli non approvati e i controlli sui fornitori di AI. Questo approccio permette di gestire i rischi associati all'uso di tecnologie emergenti.
Tre passi per ridurre il rischio AI in 90 giorni
Per le piccole compagnie di assicurazione o banche senza un budget dedicato all'AI, Palmer ha suggerito tre priorità per ridurre il rischio in un periodo di 90 giorni:
- Comprendere e prioritizzare i rischi più elevati: Identificare dove risiede la maggior parte delle informazioni sensibili e concentrarsi su queste aree critiche.
- Rafforzare l'identity and access management: Limitare i privilegi amministrativi e assicurarsi che i dipendenti abbiano accesso solo ai sistemi necessari.
- Formare i dipendenti: Educare i dipendenti sui rischi associati all'uso di piattaforme AI e sui pericoli di phishing e deepfake.
L'intervista con Becky Palmer offre una visione completa delle sfide e delle opportunità legate all'adozione di AI nella sicurezza informatica. Le sue strategie e consigli possono essere utili per organizzazioni di tutte le dimensioni, aiutandole a navigare in un panorama di minacce in continua evoluzione.
Link utili
- National Life Group
- Velocità e scala della scoperta di vulnerabilità
- Compressione del ciclo di patch
- Prioritizzazione basata sull'esposizione
- Il futuro del SOC con l'AI
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