Lagarde si dimette dall'ECB: bilancio di un mandato tra crisi e innovazione
Christine Lagarde ha annunciato le sue dimissioni dall'ECB con nove mesi di anticipo rispetto alla fine del mandato. Il suo bilancio include gestione efficace di crisi, promozione del ruolo internazionale dell'euro e una strategia mista sull'inflazione. L'articolo analizza i successi e le criticità del suo operato.
IN BREVE
- Lagarde lascia l'ECB con un bilancio positivo nella gestione di crisi come COVID-19 e guerre energetiche
- Il PEPP e il TPI come strumenti chiave per la stabilità finanziaria, con critiche alla soggettività del secondo
- Risultati contrastanti nella gestione dell'inflazione, con un ritardo iniziale seguito da un forte intervento correttivo
- Promozione dell'euro come valuta internazionale attraverso innovazioni come il digital euro e TIPS
- Eredità di una leadership che ha rafforzato le fondamenta della sovranità monetaria europea
Trascrizione
Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha annunciato le sue dimissioni per il 7 febbraio 2027, quasi nove mesi prima della scadenza del mandato. Lagarde ha gestito crisi come la pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina e le successive crisi energetiche, mantenendo la stabilità finanziaria nell'area dell'euro e promuovendo l'uso della moneta unica.
All'inizio del 2020, ha lanciato il Pandemic Emergency Purchase Program (PEPP), un programma di acquisti di emergenza per stabilizzare i mercati obbligazionari europei. Nel 2022, ha introdotto il Transmission Protection Instrument (TPI), uno strumento controverso per prevenire divergenze nei costi di finanziamento tra gli Stati membri.
Lagarde ha inizialmente sottostimato l'inflazione, definendola "transitoria", ma ha poi avviato un ciclo di rafforzamento monetario senza precedenti, aumentando i tassi di politica monetaria di 450 punti base, riducendo l'inflazione al 2,4% a novembre 2023 senza causare una recessione.
Tra le sue realizzazioni, anche la revisione strategica del 2021, che ha sostituito l'obiettivo di inflazione precedente con un obiettivo simmetrico del 2%, e la promozione dell'uso internazionale dell'euro, con un aumento moderato della sua quota nelle transazioni globali.
Il suo successore dovrà affrontare nuove sfide, tra cui la gestione dell'inflazione e la promozione dell'uso internazionale dell'euro, mantenendo la stabilità dei prezzi in un contesto economico incerto.